ansia anticipatoria cos'è e come superarla

La parola ansia deriva dal termine latino angere che significa "chiudere la gola, opprimere": il suo significato è straordinariamente esplicativo della sensazione che un soggetto ansioso effettivamente prova. Si stima che a soffrire di questo disturbo psicologico siano il 19% degli uomini e il 30% circa delle donne: c'è chi sperimenta un'ansia lieve e chi invece soffre di un disturbo talmente invalidante da condizionare la propria vita. L'ansia anticipatoria è una delle forme potenzialmente più invalidanti perché, se non curata preventivamente, può scaturire in un terrore letteralmente paralizzante.

Cos'è l'ansia anticipatoria

Quando si parla di ansia anticipatoria, si intende precisamente quello stato di angoscia, di preoccupazione, di disagio e di profonda paura, in relazione a una o più situazioni future, che si crede avranno un esito costantemente negativo. L'ansia anticipatoria incombe ad esempio in prossimità di una visita medica, di un esame universitario o un appuntamento importante: in situazioni simili il soggetto ansioso matura la ferma certezza che tutto andrà irreparabilmente male. C'è una proiezione verso il futuro, ma mai in chiave positiva: si manifesta una paura crescente che porta perfino a bloccarsi, rifiutandosi di affrontare una determinata situazione per paura di soffrire, inibendo così anche la propria crescita personale. Il rischio è di entrare in un circolo vizioso, che solo uno psicologo professionista può arginare, assieme a tanta consapevolezza e buona volontà.

Ansia anticipatoria: sintomi comportamentali, emotivi e fisici

Un soggetto che soffre di ansia anticipatoria mostra atteggiamenti che sono la chiara manifestazione di questo importante disagio psicologico. Tra i sintomi comportamentali c'è l'aspettativa totalmente negativa, ossia il maturare la costante convinzione che sopraggiungeranno solo fallimenti, pericoli e sventure: ogni dubbio e rischio sono amplificati e sovrastimati, alimentando così l'ansia per il futuro. Scatta poi l'evitamento di tutte le situazioni che incutono timore: questo atteggiamento pare risolutivo, ma in realtà il sollievo è temporaneo. Così facendo si sviluppa la convinzione che la situazione da cui ci si è sottratti sia stata effettivamente negativa, giustificando dunque il proprio atteggiamento. Ne consegue così la conferma persistente e radicata delle proprie paure, come se si avesse il dono di profetizzare il futuro e se per caso dovesse capitare un evento positivo, lo si attribuirebbe solo al fato.

Dal punto di vista emotivo, i sintomi dell'ansia anticipatoria sono:

  • confusione
  • irritabilità
  • poca concentrazione
  • sonno di cattiva qualità
  • nervosismo
  • tristezza
  • senso di colpa
  • perdita di ogni speranza
  • pensieri negativi
  • preoccupazione

Il malessere psichico può portare alla somatizzazione in malesseri fisici che non faranno altro che alimentare il circolo vizioso. Non è infatti raro che in questo stato compaiano palpitazioni, tensione e rigidità muscolare, mal di testa, nodo alla gola, problemi all'apparato gastrointestinale ed eccessiva sudorazione: davanti a questi sintomi fisici, il soggetto ansioso pensa inevitabilmente che sta per ammalarsi, peggiorando il proprio precario stato emotivo.

Correlazione tra l’ansia anticipatoria ed altre patologie psicologiche

L'ansia anticipatoria è non solo collegata ad altri stati ansiogeni, ma rappresenta essa stessa il sintomo principale di altre patologie psicologiche. Si pensi ad esempio al GAD ovvero il Disturbo di Ansia Generalizzata: chi ne soffre, tende nel corso della sua quotidianità ad una forma, più o meno lieve, di ansia anticipatoria in vista di difficoltà sul lavoro, in famiglia o problemi di salute. C'è poi una forte correlazione con il disturbo di panico: il terrore di affrontare determinate situazioni o eventi che possono scatenare queste crisi psico-fisiche porta l'evitamento delle stesse. È sostanzialmente la paura di avere paura. Questo accade anche nei soggetti affetti da Disturbo di Ansia Sociale, ossia l'angoscia di esporsi davanti agli altri nel timore di essere giudicati o subire umiliazioni: si arriva pian piano a un isolamento sociale, rinunciando a partecipare a incontri pubblici, riunioni o feste, con un netto peggioramento della qualità della vita.

L'OCD, il Disturbo Ossessivo Compulsivo è anch'esso correlato all'ansia anticipatoria, accomunando soggetti da paure e pensieri letteralmente intrusivi e angoscianti: per evitarli e scongiurarli, si mettono in atto una serie di comportamenti rituali.
Un'altra correlazione riguarda il disturbo post-traumatico da stress: quest'ultimo interessa tutte quelle persone che, avendo subito un grave evento traumatico in passato, evitano il rischio di rivivere le emozioni negative vissute in quel frangente, evitando preventivamente di visitare luoghi o incontrare persone che possano rievocarle.

Cause e fattori di rischio tipici dell’ansia anticipatoria

L'ansia anticipatoria, con il passare del tempo, diventa come un palazzo di 10 piani che grava sulle spalle di chi ne soffre: le fondamenta però sono costituite dalla scarsa fiducia in sé stessi e soprattutto nella paura. Quest'ultima è la principale causa di questo disturbo psicologico: la paura in realtà è positiva, aiuta a mantenere alta l'attenzione, a ponderare e a non essere avventati. È però importante tenerla sotto controllo, perché altrimenti paralizza e si tramuta in paralizzante paura del futuro. I fattori di rischio che possono incidere pesantemente nell'insorgenza dell'ansia anticipatoria sono anche una situazione famigliare difficile fatta di anaffettività ed eccessive aspettative, l'isolamento sociale iniziato per cause di forza maggiore, problemi di salute e cambiamenti nello stile di vita.

Come gestire la paura del futuro

I soggetti che vogliono vincere l’ansia anticipatoria, oltre a rivolgersi a medici competenti, devono per prima cosa armarsi di pazienza, impegnarsi e darsi tempo: il primo passo del viaggio verso la guarigione è la consapevolezza di avere un problema e che la paura che si prova non è supportata da fatti oggettivi ma solo da ipotesi del tutto irrazionali. Ci sono molti modi per gestire la paura che è causa principale dell'ansia anticipatoria e tra questi ci sono la meditazione e la mindfulness, che possono offrire un importante aiuto nella gestione dei sentimenti negativi. Anche la respirazione diaframmatica può aiutare in quanto ha come scopo quello di attivare il sistema nervoso parasimpatico, dal quale dipende il rilassamento e la calma.
Un apporto importante può venire anche dallo scrivere su un foglio tutti i pensieri negativi, le preoccupazioni e le paure che si provano: è un modo per scacciarli dalla propria mente e riporli in un cassetto, che in questo caso è la carta, da considerarsi una valvola di sfogo. Chi soffre di ansia anticipatoria può, infine, trovare sollievo dedicando tempo e concentrazione allo sport o al proprio hobby preferito.

Come curare l’ansia anticipatoria con un supporto psicologico

Nei casi in cui l'ansia anticipatoria ha seriamente preso il sopravvento nella vita di una persona, è fondamentale rivolgersi ad uno psicoterapeuta professionista che abbia le competenze adatte per diagnosticare questo invalidante disturbo psicologico, analizzando i sintomi, la storia personale del paziente e l'impatto che questa tipologia di ansia ha sulla sua vita. Dopo aver diagnosticato correttamente il disturbo, sarà possibile predisporre il percorso terapeutico più adatto.

Tra i trattamenti efficaci per curare l'ansia anticipatoria c’è la terapia cognitivo-comportamentale che, dopo una prima fase di valutazione e di anamnesi, inizia il lavoro di mappatura dei propri stati somatici ed emotivi, e di riflessione su come l’allerta costante in cui si trova il corpo possa modificare la nostra percezione di noi stessi e del mondo, facendoci finire in una spirale di paure sempre più forti. Una seconda fase della terapia cognitivo-comportamentale prevede anche la creazione di un nuovo senso di sicurezza, anche tramite tecniche come l'esposizione progressiva del paziente a situazioni e stimoli potenzialmente ansiogeni, così da abbattere il muro di terrore e di panico e tornare a vivere in modo più sereno la propria quotidianità.

Se ne senti la necessità richiedi subito una consulenza e parla apertamente del tuo problema, nessuno sarà pronto a giudicare ma solo a trovare una soluzione concreta e attuabile in maniera progressiva.